venerdì 10 luglio 2020

Crostata speziata al rabarbaro e ciliegie e qualche riflessione sui mesi passati



Dall'ultima ricetta pubblicata, sono passati 3 mesi. Un lasso di tempo breve, che ha cambiato significativamente gli equilibri nel mondo.

Nel frattempo ho sempre cucinato tanto e ringrazio di saperlo fare perché sono stata autonoma quasi in tutto. Ho autoprodotto tantissimo e ho sperimentato ricette nuove. Devo dire che fisicamente è stato abbastanza pesante. Quasi ogni giorno preparavo pane, torte, biscotti e tutto il resto.

Per fortuna da tempo sono abbonata ad un servizio che consegna frutta e verdura a domicilio, i cibi che ritengo essere più importanti per rimanere in salute.

Mentre tantissime persone disinfettavano qualsiasi cosa con alcool e candeggina, io bruciavo incensi naturali di continuo, spruzzavo nell'aria i microrganismi, pulivo con aceto e tea tree ed altri olii essenziali ed ascoltavo tanti mantra per accumulare una buona energia in casa.

Purtroppo non mi era permesso andare a coltivare l'orto perché distante più di 200 metri da casa. Questo l'ho trovato un paradosso veramente assurdo (come tanti altri del resto in questo momento storico).
Ci obbligavano a non uscire, io avevo la possibilità di fare la spesa all'aperto, nel mio orto, senza dare fastidio a nessuno, e non potevo.

In questi mesi mi sono dedicata alle mie passioni, ai miei cari, al cane.

Nei tempi di clausura forzata, ci sono state tante e variegate proposte sul web. Dai corsi di cucina e fitness alla meditazione, al bricolage, e chi più ne ha, più ne metta. Alcune proposte di professionisti validi che hanno condiviso le proprie competenze ed esperienze, altri improvvisati solo in cerca di un minimo di notorietà e qualche soldino.

La tecnologia di sicuro ha aiutato a fare sentire meno sole le persone. Personalmente ho scelto di fruire del web ma di non farne parte in maniera attiva. Non ho pubblicato ricette, non ho tenuto corsi di cucina.

Ho scelto semplicemente di vivere il momento senza mostrarmi.

Avevo bisogno di pace e tranquillità. Ho camminato nella natura col cane nei limiti del possibile, ho praticato Tai Chi e Qi Gong quotidianamente. Ho usufruito della tecnologia per ascoltare quotidianamente in streaming le lezioni e le puje di Lama Michel e Lama Gangchen,  ho praticato l'autoguarigione.

Ho seguito con costanza il mio maestro di campane tibetane Thonla Sonam e abbiamo praticato, insieme a più di 250 persone in media ogni sera, distanti fisicamente ma uniti nell'intento. Abbiamo recitato mantra e cercato di generare energia positiva.

Ho vissuto momenti di grazia e pace interiore che ricorderò per sempre.

Purtroppo il 18 aprile Lama Gangchen Rinpoche ha deciso di lasciare il corpo ed è stato un momento per me molto doloroso. Nonostante lo avessi visto di persona solo 4 volte, è lui che mi ha trasmesso il reiki e questo credo abbia generato un legame molto forte e sinceramente inaspettato.
Nei 2 giorni seguenti, dopo avere appreso la notizia, ho avuto un forte mal di testa (cosa che non ho mai), non ho dormito la notte e mi sono sentita spossata, senza forze.


Ho visto Lama Michel piangere come un bambino ed ho capito che praticare il non attaccamento non è semplice per nessuno quando una persona a noi cara, abbandona il corpo.

Ho pensato e continuo a pensare che il momento passato è stato una grande oppurtunità di crescita per l'umanità intera e spero con tutto il cuore che venga colta.
Siamo arrivati ad un punto in cui bisogna scegliere di curare la natura, nutrirsi in modo consapevole, abbandonare il superfluo.

Ora vi lascio la ricetta. Per la frolla ho usato un mix di farine che avevo a disposizione. Potete sperimentare anche voi arrivando ai 250g totali.

Ingredienti per la frolla:

100g farina 0
50g farina di grano saraceno
50g farina di tipo 2
50g farina di mais fioretto
50g olio di semi di girasole deodorato
acqua freddissima qb
1/2 cucchiaino di lievito per dolci a base di cremortartaro
1 cucchiaino di scorza di limone bio
1 pizzico di sale marino integrale  

Ingredienti per il ripieno:

400g rabarbaro
250g ciliegie (pesate già denocciolate)
da 150 a 250g di zucchero di canna (a seconda di quanto volete dolce la composta di frutta)
1 limone intero
1 cucchiaio scarso di cardamomo in polvere
1 bacca di anice stellato
1 cucchiaino di polvere di fava tonka (in alternativa vaniglia bourbon)
1 pizzico di peperoncino in polvere

Procedimento per la frolla:

Sciogliete lo zucchero in poca acqua fredda. Mettete in planetaria con gancio a k le farine mescolate con la polvere lievitante, il pizzico di sale e la buccia grattugiata di limone. 
Lavorate ad alta velocità unendo l'olio ed il mix di acqua e zucchero. Aggiungete a filo acqua freddissima quanto basta ad ottenere un panetto di impasto sodo il giusto (non deve appiccicare alle mani ma nemmeno sbriciolarsi). 
Impellicciate e fate riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Procedimento per la composta:

Tagliate a piccoli pezzi il rabarbaro, mettetelo in una pentola di acciaio dal fondo pesante con le ciliegie denocciolate, il succo e la scorza di limone (senza la parte bianca perché amara), lo zucchero e le spezie.
Fate cuocere a fuoco dolcissimo con coperchio per un paio d'ore, quindi fate raffreddare completamente ed eliminate la buccia di limone.

Procedimento finale:

Stendete con il matterello la pasta fra 2 fogli di carta forno fino ad ottenere lo spessore desiderato (a seconda della quantità di ripieno che deciderete di mettere, potete tirare la sfoglia più sottile o più alta). A me piace la pasta più alta. 

Posizionate il disco di pasta nello stampo da crostata lasciandovi la carta forno sotto, bucherellate con la forchetta la pasta e riempite con la composta (che con le dosi indicate vi avanzerà, potete conservarla per qualche giorno in frigorifero). Ripiegate verso il centro la pasta ed infornate a 180° statico per circa 30 minuti o comunque fino a doratura della pasta.

Lasciate raffreddare completamente la crostata prima di tagliarla.